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Grazie all’impiego dell’inverter per controllare la pompa si può ottenere un risparmio energetico considerevole grazie agli avviamenti e spegnimenti in rampa, che determinano basso assorbimento di corrente e alla netta riduzione di potenza assorbita quando il controllo di pressione costante consente di lavorare a velocità ridotta e questo è per la gran parte del tempo di lavoro, soprattutto nei sistemi di pressurizzazione residenziali.

Nei N°3 diagrammi qui di seguito è possibile vedere un esempio pratico di funzionamento di un inverter combinato ad una elettropompa trifase bi-girante di potenza nominale 1.1 kW:

tab1

Dal diagramma del rendimento dell’esempio specifico si osserva che conviene lavorare con pressioni comprese tra 3.5 bar e 5 bar. 

tab2

Dal primo e dal secondo grafico (pressione-Flusso) si deduce che in generale, con inverter, conviene lavorare con pressioni di lavoro comprese tra il 60% e l’85% del valore massimo della pompa, in modo da garantire alta efficienza idraulica della pompa e contemporaneamente un ampio margine di modulazione della velocità.
Con inverter l’efficienza elettrica del motore rimane pressoché invariata alle varie condizioni di lavoro.

tab3

Dal terzo diagramma si osserva che la potenza assorbita con inverter risulta tanto minore quanto più bassa è la pressione di lavoro impostata, ma si suggerisce comunque di rimanere ad un valore non inferiore al 60% della pressione massima della pompa, per non ridurre eccessivamente l’efficienza idraulica della pompa (vedere grafico 1) mantenendo un risparmio energetico che può arrivare fino al 40% in condizioni di basso e medio carico, cioè nelle condizioni nelle quali generalmente la pompa lavora per la maggior parte del tempo.